WALKS OF NAPLES #4: SAN GIOVANNI A CARBONARA

WALKS OF NAPLES #4: ❝SAN GIOVANNI A CARBONARA❞
►cosa: “Walks of Naples” #4: San Giovanni a Carbonara. Una bellissima passeggiata in quello che un tempo era lo “sversatoio” cittadino, ed oggi è un interessante e sorprendente zona dove si celano tante meraviglie nascoste e dove è in atto un processo di riqualificazione urbana.
►quando: sabato 3 febbraio 2018 | dalle 10:00 alle 12:30
► appuntamento: ore 10:00 davanti alla Chiesa di San Giovanni a Carbonara (Via Carbonara 4, Napoli)
►chi accompagna:
– Francesca Del Vecchio* di “Itinera Napoli”, storica dell’arte e guida turistica autorizzata dalla Regione Campania
– Michele Del Vecchio di Spazio Tangram – Napoli
►chi può partecipare: tutti
►costo: 10,00€ a persona
►prenotazione obbligatoria al 339.20.291.53 (telefonata, SMS o messaggio WhatsApp) oppure scrivendo ad info@spazio-tangram.it indicando nomi dei partecipanti e recapiti telefonici.
► ISCRIVITI AL GRUPPO ❝Walks of Naples | camminate napoletane❞ per rimanere informato sulle nostre passeggiate partenopee:www.facebook.com/groups/WalksofNaples
N.B.: ricordiamo che il “parteciperò” all’evento non vale come prenotazione!
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Sabato 4 febbraio 2018 avremo il 4° appuntamento con le “Walks of Naples”, ciclo di passeggiate per una Napoli insolita e sorprendente, esplorando meraviglie e luoghi noti e meno noti, accompagnati dai fratelli Francesca e Michele Del Vecchio
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*Francesca Del Vecchio: storica dell’arte e guida turistica. Attiva da 30 anni nel campo dello studio comunicazione e gestione dei beni culturali. Abbina passione per l’arte e amore per la divulgazione.
*Michele Del Vecchio: da 10 anni direttore artistico di Spazio Tangram – Napoli, spazio napoletano dedicato alla fotografia ed all’arte contemporanea. Ama creare connessioni tra persone coinvolgendole nella piccola/grande famiglia di Tangram.
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WALKS OF NAPLES #4: ❝SAN GIOVANNI A CARBONARA❞
IL PROGRAMMA
Una strada nata per essere lo sversatoio cittadino. Qui ab antiquo i napoletani portavano i rifiuti urbani, che venivano quindi bruciati sul posto dai carbonari. Spettava poi al naturale refluo dell’acqua piovana di ripulire le ceneri. Nulla di più lontano dalla piacevole eco culinaria che la parola “carbonara” normalmente suscita in tutti noi. Ma nonostante un’origine così umile, oggi questa strada è capace davvero di stimolare i nostri sensi. E non parlo solo delle papille gustative, tintillate da trattorie osterie e pizzerie varie e soprattutto dalla presenza dell’Antico Panificio Rescigno, che da 100 anni qui sforna delizie. Mi riferisco in particolar modo alla vista, che non può che restare abbagliata di fronte a scrigni d’arte d’incomparabile bellezza, che lungo via Carbonara vi si nascondono. Si, perché come al solito, Napoli ci ha abituato così: ricchezze non esibite, ma all’opposto celate. Come una splendida dama orientale, la cui bellezza si può cogliere solo se si arriva a rimuoverne il velo.
A cominciare dalla Chiesa di San Giovanni a Carbonara, abbarbicata in alto su una collina, raggiungibile solo se ci si inerpica con coraggio su di un’erta scalinata. E come se non bastasse, si nasconde al nostro sguardo, dandoci il fianco e celandosi dietro quella che, in realtà, non è la sua facciata ma solo una quinta teatrale. A coloro che avranno osato superare ogni ostacolo, la chiesa si presenta davvero come un gioiello unico, pantheon dell’ultimo ramo degli Angioini di Napoli. Dipinti sculture e affreschi ne fanno un vero e proprio museo dell’arte napoletana.
Al suo interno, non una ma ben due cappelle di rami diversi della famiglia Caracciolo (Caracciolo del Sole e Caracciolo di Vico), famiglia tra le più antiche del Regno, che aveva sede proprio qui in questo quartiere del Seggio di Capuana.
E tante sono le residenze signorili di questa famiglia che troveremo lungo il percorso a cominciare da Palazzo Caracciolo di Santobuono, ogni trasformato da un accorto restauro in uno splendido hotel 4 stelle e di fronte quello dei Caracciolo d’Oppido, oggi sede di un istituto scolastico.
Al culmine della strada, proprio dove si erge Porta Capuana, una delle quattro porte superstiti dell’antica cinta muraria della città, concluderemo alla grande il nostro itinerario, con il Complesso di Santa Caterina a Formiello, tra i meno noti nel panorama cittadino. Eppure resterete incantanti da una chiesa dalla rara impostazione rinascimentale, due chiostri reinventati in epoca moderna e un antico convento oggi testimonianza di archeologia industriale.
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N.B.: l’organizzazione si riserva il diritto, previa comunicazione, di annullare la passeggiata se le condizioni meteorologiche non dovessero essere ideali o se non si dovesse essere raggiunto il numero minimo di prenotati.

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